Anche i trainer evolvono


Maturata un'esperienza decennale come trainer nell'ambito dello sviluppo personale, qualche anno fa mi sono interrogata su quale potesse essere la mia evoluzione professionale. Sentivo l'urgenza di non attenermi a uno schema costituito, cosa pressoché inevitabile all'interno di un corso. D'altra parte studï, ricerche ed esperienze su quel sistema che chiamiamo mente-corpo mi hanno portato ad acquisire strumenti innovativi che, se ben integrati, possono sortire effetti sempre più incisivi rispetto allo scopo che, in definitiva, è quello di accompagnare e sostenere la persona verso una migliore qualità dell'esistenza, qualsiasi cosa s'intenda con questa espressione …


Ho notato che ciò che funziona, aiuta a cambiare, a superare gli ostacoli, a dare concretezza alla vita che desideriamo, difficilmente è una tecnica sola, bensì metodologie diverse da utilizzarsi a seconda del livello di coscienza in cui ci troviamo. Gruppo Oche di BracchioInsomma, la strada può essere una, ma le vie per percorrerla parecchie. Volevo quindi avvicinarmi più profondamente alla persona, alla sua storia, unica quanto le sue impronte. L'energia che si sviluppa nei corsi di gruppo è grande, tuttavia il trainer spesso non ha il tempo di dedicarsi ad ognuno, di condurlo con leggerezza un poco oltre il suo limite, di esplorare insieme le aree problematiche permettendo così il manifestarsi di soluzioni adeguate. Ebbene sono stati proprio i partecipanti ai miei corsi, entusiasti di ciò che si erano portati a casa, a non volersi fermare, a chiedermi di proseguire in quello che ad un certo punto diventa un gioco stimolante. E allora le sessioni individuali di coaching indirizzate a progetti di vita sia personali che professionali.

Inserito Lun - Dicembre 5, 2005, 12:00 m. in

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