
Ma
perché uso la parola
potere? In che cosa l’attenzione ben
gestita può dare potere?
Pensate un attimo alle volte in cui
avete raggiunto un obiettivo, in qualsiasi ambito di riferimento. Anche un
piccolo obiettivo, davvero qualsiasi cosa. Ce l’avete in
mente?
Se ci pensate bene vi accorgete che in quella circostanza la
vostra attenzione era totalmente focalizzata sull’obiettivo, cioè era
totalmente fuori da voi, estroversa. Per es. se il mio obiettivo è prendere
la penna sul tavolo, io mi alzo, mi avvicino al tavolo, allungo la mano, prendo
la penna. Non ho pensato ad altro: c’era la mia intenzione di prendere la
penna, la mia attenzione focalizzata su di essa, la mia azione allineata e
quindi la manifestazione: obiettivo raggiunto.
Ma se invece la mia
mente/attenzione comincia a produrre pensieri come: mi fa fatica muovermi, la
prenderò dopo, in fondo a cosa mi serve una penna, quella è blu, io la
volevo rossa… allora il mio obiettivo «prendo la penna» si
allontana.
Che cosa è successo? Semplice, la mia attenzione era
dentro di me, introversa, rincorreva pensieri limitanti. La mia mente indugiava
nel pensiero ripetitivo, in quel continuo dialogo interiore che come una radio
sempre accesa ci accompagna. Sapete di che cosa parlo, vero?
Bene,
allora ecco la prima grande distinzione fra le varie modalità che
l’attenzione può assumere: attenzione introversa e attenzione
estroversa. Per dare forma, strutturare, creare la nostra realtà in modo
deliberato, a nostro piacimento, quella che ci serve è attenzione
estroversa.
Questo non significa che l’attenzione introversa
non sia utile, tutt’altro. Ci serve per esplorare noi stessi, per
conoscerci, per considerare i limiti che ci autoimponiamo e per trovare il modo
di superarli, ma a patto che non si fissi. Per attenzione fissa intendo quella
che si trova fuori dal nostro controllo, attaccata a qualcosa. Le ossessioni
sono alimentate dall’attenzione fissa. Suppongo che anche ora sappiate di
cosa parlo. A tutti capita, o è capitato, di pensare e ripensare
incessantemente a qualcosa (situazione, persona, evento, esperienze passate,
ostacoli che paiono insormontabili…)
Pensare e ripensare
incessantemente ad un problema, non vi porterà alla sua soluzione. Pensare
e ripensare incessantemente ad un obiettivo, non vi porterà al suo
raggiungimento. L'interesse viene alimentato dall'attenzione libera, le
ossessioni da quella fissa. L'attenzione libera è energia
creativa.
E se lo scopo dell’interesse è comprendere,
cioè riconoscere, come qualcosa funziona, qual è la relazione causale,
allora aumentando l’attenzione intensifichiamo l’interesse. Più
l’interesse viene intensificato, maggiore è la quota di ignoto che si
può convertire in conoscenza.
Il valore dell’attenzione
libera risiede in questo. Quando si comprende qualcosa avviene un recupero
dell’attenzione libera che stava supportando l’interesse come in
«ah ecco… ho capito come funziona, ho capito che strada devo
intraprendere per arrivare là dove voglio, insomma ho capito come devo
fare».
E vi dico di più. L’idea che si ha di sé
è ciò che ci separa dalle infinite possibilità.
Quando
l’attenzione viene deliberatamente e completamente focalizzata su
qualcosa, ci si scorda qualsiasi idea di se stessi. Questo succede quando si va
al cinema, si legge un libro, si intrattiene una conversazione interessante.
Pensateci! Vi dimenticate di voi. Ognuno poi ha i suoi modi per dimenticarsi di
se stesso, io per es. mi dimentico di me quando sono sul palco e recito…
beh dimenticarsi di se stessi anche solo per un po’ è
un’esperienza
smack… Naturalmente me ne accorgo solo dopo,
perché quando mi dimentico di me, non c’è un io che possa
testimoniarlo… nel momento in cui me ne accorgo, sono già tornata in
me.
Bene, ho dato un’idea di quanto possa essere utile una buona gestione della propria attenzione? Cioè saperla dirigere opportunamente, controllarla e non esserne controllati?
L'attenzione è una capacità e come tale può essere sviluppata mediante tecniche appropriate. Quando volete tonificare i vostri muscoli andate in palestra e vi allenate. Allo stesso modo funziona con l'attenzione. Veicolante dell'attenzione è la volontà. Ne segue che una buona gestione della propria attenzione presuppone il rafforzamento del potere volitivo. Allenando la mente si dischiudono le enormi possibilità che il potere sulla propria attenzione comporta.
La prossima volta considereremo il potere dell’attenzione nelle relazioni interpersonali.
Inserito Ven - Febbraio 24, 2006, 08:57 p. in
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