Integrare il mio lavoro di coach con la mia passione per il teatro è un progetto che coltivo da tempo. In Francia, Gran Bretagna, Olanda, USA è prassi corrente e comincia ad essere un metodo apprezzato anche qui da noi. Essere, non recitare. Queste parole, che sintetizzano il metodo Stanijslawsky (quello usato all’Actor’s Studio di New York), esprimono anche il mio modo di concepire l’uso degli strumenti teatrali come supporto nel percorso di coaching. Raggiungere le persone nella loro parte più profonda, facilitare un vero contatto emotivo, modificare abitudini, sviluppare capacità.
Per favore si prenda un attimo per immaginare quella “cosa” nell’ambito della sua vita privata o del suo lavoro che tanto vorrebbe fare, ottenere, raggiungere. Quella situazione, quella posizione, quell’ampliamento personale o organizzativo, quel progetto a cui spesso pensa, ma che forse ha addirittura timore ad esplicitare tanto crede sia difficile, fuori dalla sua portata, irraggiungibile insomma. Un sogno, una speranza, nient’altro. Sì, proprio quello. Che cosa ne impedisce la realizzazione? Gli ostacoli che si frappongono fra Lei e la “cosa” parrebbero insormontabili, che bloccano, che impediscono ogni azione. Ostacoli che non dipendono da Lei, sui quali, quindi, non ha alcun potere, oppure sue incapacità date per scontate.
Bene, ora Le chiedo uno sforzo di fantasia: immagini che sia possibile vedere quegli stessi ostacoli in altro modo, avvicinarsi ad essi e scoprire che sono più piccoli di quanto pensasse, aggirabili, eliminabili addirittura. Qualcosa ancora si frappone fra lei e la realizzazione del suo progetto?
Il programma fornisce un know-how applicabile alle tematiche e alle situazioni più disparate, di conseguenza il target di riferimento riguarda chiunque voglia dare concretezza immediata ai suoi obiettivi primari personali o professionali.
Le fondamenta teoriche del lavoro sono da ravvisarsi in ambito cognitivo-comportamentale, mentre l'applicazione pratica rientra nella drammatizzazione tipica del training teatrale. Si tratta di un lavoro-gioco molto divertente seppure impegnativo, tuttavia rispettoso della disponibilità di ciascuno. Il coach saprà condurre il coachee oltre il suo limite personale, senza però spingerlo là dove non è disposto ad andare.
Inserito Sab
- Settembre 10, 2005, 08:17 p. in
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